Storia della grafica pubblicitaria antica dal secondo millennio avanti Cristo

Storia della grafica pubblicitaria antica dal secondo millennio avanti Cristo

Storia della grafica pubblicitaria antica dal secondo millennio avanti Cristo
Il papiro egizio di Tebe viene considerata la prima grafica pubblicitaria della storia.

Fine II° millennio avanti Cristo

La prima grafica pubblicitaria della storia fu un papiro egizio in cui si invitavano i cittadini di Tebe ad aiutare il tessitore Hapù a rintracciare uno schiavo fuggitivo. Come ricompensa una moneta d’oro. Dove il venditore alla fine dell’annuncio aveva aggiunto questo slogan «Il negozio del tessitore Hapù, dove si tessono le più belle tele di tutta Tebe, secondo il gusto di ciascuno». Quindi si tratta di un messaggio che ci da informazioni su chi è Hapù, cosa svolge, dov’è il suo negozio e divulgato il tutto tramite l’affissione metodo tutt’oggi usato. Per ultimo ma non meno importante è la trovata della ricompensa che sicuramente avrà attirato migliaia di persone (potenziali clienti).

Antica Roma e Grecia

I primi messaggi pubblicitari erano annunciati a voce dai banditori (praecones) che comparivano nelle Agorà Greche e nei Fori Romani. Un mezzo dell’epoca erano gli axon greci o album romani: superficie in legno e muratura ricoperta di vernice bianca su cui si scrivevano annunci pubblici e privati.

Nel 131 avanti Cristo nell’antica Roma usavano anche dei foglietti (libellus) da appendere che poi si trasformarono negli Acta Diurna, progenitori dei nostri giornali. Praticamente l’Acta Diurna era una gazzetta quotidiana che informava i cittadini di avvenimenti politici e sociali, notizie di eventi come vittorie militari, di gladiatori, giochi, annunci di nascite, morti e persino storie di interesse umano che venivano incise su metallo o pietra e affissi in zone con traffico pedonale intenso come poteva essere il Foro Romano dove i cittadini si incontravano per discutere di idee, filosofia e politica.
A volte gli scribi facevano copie degli Acta e li inviavano ai governatori provinciali per informazioni. Gli ultimi imperatori li usarono per annunciare decreti o eventi reali o senatori della corte.

Tacito, senatore e storico dell’Impero Romano e Svetonio, storico romano dell’Ordine Equestre, usò questi Acta come fonti di informazione sui primi imperi.

Acta Diurna prima gazzetta romana
Acta Diurna prima gazzetta romana che informava il cittadino di avvenimenti politici e sociali, notizie di eventi come vittorie militari, di gladiatori, giochi, annunci di nascite e di morte.

Nell’antica Roma nelle piccole botteghe romane (dette tabernae) vi erano degli affreschi murari che anche se in modo molto rudimentale possono essere considerate delle vere e proprie insegne.

Alcuni locali detti thermopolia erano come i nostri moderni snack bar e altri detti cauponae e popeline erano come i nostri moderni fast food, una specie di McDonalds.

Nel 79 dopo Cristo a Pompei si possono vedere, ancora ben conservate, tracce di pubblicità elettorale e insegne di bottega.

Insegna di una bottega di Pompei
Il pilastro all’ingresso reca dipinta l’insegna, che raffigura quattro brocche di colore diverso, con le bevande che qui si vendevano e l’indicazione del prezzo del vino. In alto campeggiano invece la figura di Semo Sancus, divinità locale, e l’iscrizione ad Sancum. Il pannello in basso con iscrizione in lettere rosse NOLA è l’annuncio per uno spettacolo: vi si legge Aprilis a Capua. La bottega era forse una caupona (locanda), dove si servivano bevande e cibi: nelle città romane era usuale pranzare fuori casa.